Musicoterapia in gravidanza

Musicoterapia in gravidanza

 
 

Introduzione

L’utilizzo della Musicoterapia in gravidanza è ormai ampiamente diffusa e la sua efficacia è ampiamente documentata. Il fatto che il feto sia in grado di percepire all’interno del grembo materno stimoli acustici provenienti dall’ambiente interno ed esterno alla madre è una conoscenza molto antica.

Questo fatto è ormai confermato dalla ricerca scientifica ( G.Manarolo, N. Borghesi, 1998).

Musicoterapia e gravidanza: primi studi.

I primi studi sulle relazioni tra stimoli sonori ed attività del feto risalgono agli inizi del 1900 (Porzionato, 1980). Nel 1924 uno studioso tedesco, A. Peiper, riuscì a produrre delle risposte motorie in un feto di quaranta settimane stimolandolo con dei suoni.

L’arrivo di tecniche di indagine e di osservazione più evolute come le ecografie fetali hanno permesso un significativo avanzamento in questo campo di studi. Infatti è ora possibile studiare la vita fetale, il suo sviluppo, le attività motorie e la percezione uditiva/sonora nella vita intrauterina.

Il feto percepisce i suoni

Le analisi sui movimenti fetali hanno concluso che stimoli ambientali materni (battito cardiaco, flusso del sangue, voce materna, rumori dell’apparato digerente) ed extramaterni possono indurre nel feto movimenti reattivi e modificazioni importanti nel ritmo e nel battito cardiaco (G.Manarolo, N. Borghesi, 1998). Dal quinto mese di gravidanza il bambino riesce a sentire suoni che si diffondono nel corpo della madre.

Musicoterapia in gravidanza

Queste considerazioni fanno emergere chiaramente la possibile relazione tra musicoterapia e fetologia.

La Musicoterapia in gravidanza utilizza una serie di attività che sono finalizzate a stimolare il piccolo e favorire la comunicazione tra madre e bambino. Infatti come si è detto la musica è il canale privilegiato per questa comunicazione durante l’attesa.

Infatti le attività sonoro-musicali permettono di preparare una relazione affettiva equilibrata e serena e di stimolare lo sviluppo strutturale e funzionale del sistema nervoso del feto. E’ stato dimostrato che suoni interni all’ambiente uterino stimolano l’accrescimento delle vie sensoriali acustiche e del sistema nervoso (Auditore, 1998).

Musicoterapia in gravidanza: un aiuto anche per le mamme.

Le attività musico-terapeutiche aiutano però anche la madre. In particolare il canto aiuta la gestante a migliorare il respiro ed a farle scoprire il piacere di cantare per il bebè. Inoltre il canto svolge una funzione auto-analgesica, poiché stimola la produzione di endorfine che attenuano la percezione del dolore (Benassi, 1998).

L’utilizzo della voce, nelle diverse gamme espressive attraverso il canto, permette di insegnare alla madre ad utilizzare la voce per trasmettere stati affettivi complessi e regolarizzare il ritmo respiratorio. L’apprendimento e la creazione di ninna nanne e filastrocche da cantare al bambino fa sì che il padre e la madre siano aiutati a scoprire un proprio mondo sonoro da comunicare al bambino (Auditore, 1998).

I genitori e l’ansia prima del parto

L’utilizzo più recettivo della musica, attraverso l’ascolto, rilassa e distende la coppia di genitori riducendo l’ansia e, attraverso l’immaginazione guidata, aiuta a creare immagini positive e piacevoli. Queste immagini, stimolate da musiche lente e dolci, verranno richiamate alla mente durante le fasi del travaglio ed aiuteranno la partoriente tra una contrazione e l’altra a distrarsi e recuperare le forze, agevolando il riposo prima di una nuova spinta.

Il travaglio

Alcuni studi hanno evidenziato una significativa riduzione dei tempi del travaglio e della richiesta di analgesici in seguito all’ utilizzo della musica in sala parto e all’ uso della Musicoterapia in gravidanza (Allison, 1995).

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