Come diventare sicuri di sé: 7 passi pratici per costruire una fiducia autentica

La sicurezza in sé è una delle qualità più desiderate. Molte persone pensano che, se solo fossero più sicure di sé, riuscirebbero a parlare con maggiore tranquillità, a prendere decisioni importanti senza esitazioni, a costruire relazioni più soddisfacenti e a raggiungere i propri obiettivi con meno paura. Eppure, quando si sentono bloccate dall’insicurezza, finiscono per convincersi che la fiducia sia una caratteristica innata: qualcosa che alcuni possiedono e altri no.

Come psicoterapeuta, dopo molti anni di lavoro con persone di ogni età, posso dirti che questa convinzione è uno degli ostacoli più grandi alla crescita personale.

La sicurezza in sé non è un dono riservato a pochi fortunati. È una competenza psicologica che può essere costruita, rafforzata e consolidata nel tempo. Certo, alcune persone partono con maggiori risorse, ma nessuno nasce completamente sicuro di sé. La fiducia autentica è il risultato di esperienze, scelte, piccoli successi e, soprattutto, del modo in cui impariamo a interpretare noi stessi.

In questo articolo scoprirai sette strategie concrete che ti aiuteranno a sviluppare una sicurezza interiore più solida e duratura.

Che cos’è davvero la sicurezza in sé?

Prima di capire come diventare più sicuri, è importante chiarire un equivoco molto diffuso.

Molti identificano la sicurezza con l’assenza della paura. Pensano che una persona sicura non provi ansia, non abbia dubbi e affronti qualsiasi situazione senza esitazioni.

La realtà è molto diversa.

Le persone realmente sicure di sé sperimentano emozioni difficili esattamente come tutti gli altri. Anche loro possono sentirsi nervose prima di una presentazione, temere un rifiuto o avere paura di fallire.

La differenza non sta nelle emozioni che provano, ma nel rapporto che hanno con esse.

L’insicurezza porta spesso ad evitare.

La sicurezza porta ad agire, pur riconoscendo la presenza della paura.

Questa differenza cambia completamente il modo di vivere.

Se aspetti di non avere più paura prima di agire, rischi di rimanere fermo per anni.

Se invece impari ad accettare la paura come una normale esperienza umana, potrai iniziare a costruire fiducia proprio attraverso l’azione.

La sicurezza nasce dall’azione, non dal sentirsi pronti

Uno degli errori più frequenti consiste nell’aspettare il momento giusto.

Molte persone si ripetono:

“Quando mi sentirò più sicuro, parlerò.”

“Quando avrò più fiducia, cambierò lavoro.”

“Quando avrò meno paura, inizierò quella relazione.”

Sembra un ragionamento logico, ma in realtà funziona esattamente al contrario.

Non è la sicurezza a produrre l’azione.

È l’azione a produrre la sicurezza.

Pensa a quando hai imparato ad andare in bicicletta.

All’inizio eri probabilmente impacciato, avevi paura di cadere e forse sei anche caduto davvero.

Se avessi aspettato di sentirti completamente sicuro prima di salire sulla bicicletta, probabilmente non avresti mai imparato.

La stessa dinamica vale praticamente per ogni aspetto della vita.

La fiducia cresce attraverso l’esperienza.

Ogni volta che affronti una situazione nuova, il tuo cervello raccoglie informazioni preziose:

“Sono riuscito a cavarmela.”

“È stato difficile, ma ce l’ho fatta.”

“Posso affrontare anche questo.”

La sicurezza si costruisce così: esperienza dopo esperienza

Impara a dialogare con te stesso in modo diverso

Uno degli aspetti meno considerati dell’insicurezza riguarda il dialogo interiore.

Ogni giorno trascorriamo migliaia di minuti parlando con noi stessi.

Molto spesso, però, questo dialogo è estremamente severo.

Pensieri come:

  • “Non sono abbastanza.”
  • “Farò sicuramente una figuraccia.”
  • “Gli altri sono migliori di me.”
  • “Non sono capace.”

diventano una presenza costante.

Immagina di avere accanto una persona che ti ripete queste frasi ogni giorno.

Quanto tempo impiegheresti a perdere completamente fiducia in te stesso?

Probabilmente molto poco.

Eppure è proprio ciò che molte persone fanno inconsapevolmente.

Naturalmente non si tratta di sostituire questi pensieri con frasi irrealistiche come:

“Sono il migliore del mondo.”

Il cervello difficilmente ci crede.

È molto più efficace utilizzare pensieri equilibrati e credibili.

Ad esempio:

  • “Posso sbagliare e imparare.”
  • “Non devo essere perfetto.”
  • “Anche se provo paura, posso comunque agire.”
  • “Ho già affrontato situazioni difficili.”

Questo tipo di dialogo interno riduce progressivamente l’autocritica e favorisce una maggiore fiducia nelle proprie capacità.

Accetta gli errori come parte della crescita

Molte persone insicure hanno una caratteristica in comune: vivono l’errore come una prova del proprio valore.

Se sbagliano una presentazione, pensano di essere incompetenti.

Se ricevono una critica, si convincono di non valere abbastanza.

Se una relazione termina, si attribuiscono completamente la responsabilità.

Questo modo di interpretare gli errori è estremamente dannoso.

Le persone sicure di sé non evitano gli errori.

Li utilizzano.

Ogni errore contiene informazioni utili.

Ogni fallimento rappresenta un’occasione per comprendere cosa modificare.

Pensiamo agli atleti professionisti.

Nessuno diventa campione evitando gli errori.

Al contrario, passano anni ad analizzare ciò che non ha funzionato per migliorare continuamente.

La stessa logica dovrebbe essere applicata anche alla nostra vita quotidiana.

Una domanda molto utile da porsi è:

“Che cosa posso imparare da questa esperienza?”

Questa semplice domanda sposta l’attenzione dal giudizio alla crescita.

Ed è proprio questo cambiamento mentale a favorire lo sviluppo della sicurezza personale.

Mantieni gli impegni presi con te stesso

Esiste un principio psicologico semplice ma potentissimo.

La fiducia si costruisce mantenendo le promesse.

Non solo quelle fatte agli altri.

Soprattutto quelle fatte a se stessi.

Molte persone promettono continuamente:

  • Da lunedì inizio ad allenarmi.
  • Questa settimana leggerò un libro.
  • Da domani dormirò di più.
  • Inizierò finalmente quel progetto.

Poi non succede nulla.

Ogni promessa non mantenuta comunica inconsciamente al cervello un messaggio molto preciso:

“Non posso fidarmi di me.”

Con il tempo questa convinzione si rafforza.

Al contrario, rispettare anche piccoli impegni aumenta il senso di efficacia personale.

Non servono grandi rivoluzioni.

Può bastare:

  • fare una passeggiata di venti minuti;
  • leggere dieci pagine ogni sera;
  • dedicare mezz’ora a un progetto personale;
  • spegnere il telefono durante i pasti.

Ogni volta che mantieni un piccolo impegno, rafforzi la percezione di essere una persona affidabile.

Prima agli occhi tuoi.

Poi anche agli occhi degli altri.

Smetti di confrontarti continuamente con gli altri

Viviamo nell’epoca del confronto permanente.

I social network mostrano continuamente persone apparentemente perfette.

Carriere brillanti.

Corpi impeccabili.

Relazioni felici.

Case meravigliose.

Viaggi straordinari.

Il problema è che stiamo confrontando il nostro dietro le quinte con il palcoscenico degli altri.

Nessuno pubblica i propri momenti di crisi con la stessa frequenza con cui mostra i successi.

Questo confronto continuo genera inevitabilmente insoddisfazione.

Esiste invece un confronto molto più utile.

Quello con la persona che eri ieri.

Chiediti:

  • Sono diventato un po’ più coraggioso?
  • Riesco ad affrontare meglio certe situazioni?
  • Sto imparando qualcosa di nuovo?
  • Mi conosco meglio rispetto a un anno fa?

Queste domande favoriscono una crescita autentica.

La sicurezza personale nasce dal progresso, non dalla competizione.

Esci gradualmente dalla tua zona di comfort

Ogni volta che eviti una situazione che ti spaventa, provi un sollievo immediato.

È normale.

Il problema è che questo sollievo rinforza l’evitamento.

La volta successiva sarà ancora più difficile affrontare quella situazione.

È così che nascono molte insicurezze.

La buona notizia è che il processo può essere invertito.

Non serve affrontare subito la paura più grande.

È molto più efficace procedere per piccoli passi.

Se parlare in pubblico ti terrorizza, potresti iniziare intervenendo durante una riunione con una semplice osservazione.

Se fai fatica a dire di no, puoi iniziare da richieste poco impegnative.

Se temi il giudizio, puoi allenarti esprimendo gradualmente le tue opinioni anche quando non sei sicuro che saranno condivise.

Ogni esperienza positiva amplia progressivamente la tua zona di comfort.

Con il tempo, ciò che oggi sembra impossibile diventerà naturale.

Costruisci la tua autostima sui valori, non sull’approvazione

Molte persone cercano sicurezza ricevendo continue conferme dagli altri.

Un complimento.

Un “mi piace”.

Un riconoscimento.

Un’approvazione.

Naturalmente ricevere apprezzamenti fa piacere.

Il problema nasce quando il proprio valore dipende esclusivamente da queste conferme esterne.

In questo caso la sicurezza diventa estremamente fragile.

Basta una critica o un rifiuto per sentirsi improvvisamente inadeguati.

Una sicurezza più stabile nasce invece dai propri valori.

Chiediti:

  • Che tipo di persona voglio essere?
  • Quali qualità desidero sviluppare?
  • Come voglio comportarmi nelle relazioni?
  • Quali principi guidano le mie scelte?

Quando vivi in coerenza con i tuoi valori, il giudizio degli altri perde gradualmente il potere di definire chi sei.

La sicurezza è una conseguenza della crescita personale

Molte persone inseguono la sicurezza come se fosse un obiettivo finale.

In realtà è una conseguenza.

Più impari.

Più affronti le tue paure.

Più sviluppi nuove competenze.

Più impari a rispettarti.

Più diventi sicuro di te.

La fiducia non arriva all’improvviso.

Non esiste un giorno in cui ti sveglierai completamente privo di dubbi.

Esiste invece una lenta trasformazione fatta di centinaia di piccole scelte quotidiane.

Ed è proprio questa continuità a produrre il cambiamento.

Conclusione

Diventare sicuri di sé non significa eliminare ogni paura, smettere di avere dubbi o sentirsi sempre all’altezza di qualsiasi situazione. Significa, piuttosto, sviluppare una fiducia profonda nella propria capacità di affrontare ciò che la vita presenta, anche quando il risultato è incerto.

Ogni volta che scegli di agire invece di evitare, che impari da un errore invece di condannarti, che rispetti un impegno preso con te stesso o che smetti di confrontarti continuamente con gli altri, stai costruendo un mattone della tua sicurezza interiore.

Ricorda: la sicurezza in sé non è il punto di partenza, ma il punto di arrivo di un percorso di crescita personale.

Non aspettare di sentirti pronto per iniziare a vivere la vita che desideri. Inizia con un piccolo passo oggi. Domani quel passo sarà un po’ più facile, e tra qualche mese potresti guardarti indietro e accorgerti di essere diventato una persona molto più sicura, non perché la paura sia scomparsa, ma perché hai imparato a non lasciarle più il controllo della tua vita.

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    Narcisismo e autostima fragile

    Introduzione

    Narcisismo e autostima fragile. Ciao a tutti, questo articolo e video fa parte della playlist che sto realizzando sull’autostima. Se ti sei perso i video precedenti ti lascio qui il link alla playlist che sto realizzando sul mio canale youtube. Mi raccomando iscriviti al canale e attiva la campanella per rimanere sempre aggiornato sui video che pubblico.

    Narcisismo

    Narcisismo e autostima

     Come ho accennato nello scorso video una forma di autostima malsana è il narcisismo. Si sente spesso parlare male del narcisismo e dei narcisisti. Certo può essere difficile convivere con una persona narcisista, sia nella vita privata che a lavoro.

    Ma come cercherò di spiegare in questo video in realtà la persona narcisista è a sua volta una persona a cui manca un sano equilibrio psicologico, spesso nata in una famiglia che non ha saputo svolgere in modo corretto il ruolo educativo e che da adulto spesso soffrirà oltre che arrecare sofferenze.

    Certamente non voglio giustificare chi crea problemi e sofferenze agli altri, ma è necessario comprendere come nasce il narcisismo per non cadere banalmente in una distinzione tra buoni e cattivi. Inoltre comprendere ci aiuta a superare e affrontare anche questa tipologia di persone.

    Narcisismo: caratteristiche principali

    Bene, chiarito questo vediamo quali sono le caratteristiche del narcisismo.

    Esistono due tipi di narcisismo. Nel primo, quello più classico, possiamo osservare 3 tratti caratteristici: la grandiosità (nel senso di sentirsi grandiosi, superiori agli altri), la mancanza di empatia (incapacità di sintonizzarsi con i bisogni e le  emozioni degli altri) e un bisogno intenso, eccessivo di ammirazione. Naturalmente queste 3 componenti possono essere presenti in dimensioni diverse a seconda della persona.

    Il secondo tipo di narcisismo viene definito  “covert” (nascosto): in questo caso il soggetto è ipersensibile alle critiche e totalmente concentrato al di fuori di se; osserva l’altro per valutare come viene visto, giudicato e si offende molto facilmente. Tutti noi possediamo un certo grado di amore per noi stessi ed è sano che sia così; possiamo dire che fino ad un certo grado esiste un narcisismo sano! Diventa patologico quando la capacità di amare e di entrare in empatia con gli altri salta, è l’altro diventa solo un oggetto “usato” per soddisfare i propri bisogni.

    Quindi in entrambe le tipologie di narcisismo che vi ho presentato il problema è sempre l’autostima; infatti questi soggetti lottano per cercare di mantenere in piedi la stima di se stessi. Il primo cerca di stupire e impressionare mentre il secondo cerca di evitare le situazioni dove può sembrare vulnerabile e studia come può apparire agli altri.

    Come si diventa narcisisti

    Ma come mai il narcisista si comporta così? E’ dovuto al rapporto con i genitori, alle esperienze infantili oppure si nasce con questi tratti e quindi è una questione genetica? La ricerca non ha saputo ancora rispondere in modo chiaro a questa domanda, probabilmente è un insieme di tutti questi fattori combinati.

    L’esperienza clinica con questi pazienti ci ha insegnato che spesso sono nati in famiglie dove veniva chiesto loro (a volte in modo diretto altre volte in modo indiretto) di adeguarsi alle aspettative (spesso perfezionistiche) e ai bisogni dei genitori,  non ricevendo stima e affetto per quello che erano realmente, quindi una famiglia dove è mancata una reale empatia e ascolto e una gestione corretta della relazione. Oppure a volte nascono in famiglie troppo indulgenti, che hanno riempito i figli di complimenti e attenzioni che poi loro non ritrovano nel mondo esterno.

    Conclusioni

    Quello che è importante capire è che le persone con una personalità o solamente dei tratti narcisistici hanno un’autostima molto fragile e cercano in tutti i modi di evitare situazioni dove sentono che sia messo in discussione il loro valore, e possono farlo con la grandiosità e l’aggressività oppure con una estrema timidezza e ritiro dalla società.

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    Autostima: come si forma e quando è sana

    Autostima come si forma e quando è sana. Oggi voglio cercare di rispondere a questa domanda: come si forma l’autostima? Cos’è che crea un’autostima alta o bassa? Come avere un’autostima sana?

    Che cos’è l’autostima

    L’autostima è l’atteggiamento che ognuno di noi ha nei confronti di se stesso. Questo atteggiamento è il risultato delle credenze e opinioni che si hanno verso se stessi  e quindi di conseguenza delle emozioni che proviamo verso di noi ( affetto, indifferenza, ostilità) e dei comportamenti che agiamo verso di noi ( ad esempio se ci trattiamo con rispetto o meno). Quindi sono fondamentali le credenze su di noi, tutto parte da lì.

    Come si forma l’autostima: il ruolo delle credenze

    Nella vita tendiamo ad accumulare credenze e schemi su di noi e sul mondo; la tendenza a formarsi degli schemi è assolutamente normale ed è in realtà una preziosa risorsa che ci ha donato la natura per sopravvivere.

    Avere delle credenze ci permette di analizzare in modo più veloce quello che ci sta capitando, fare una valutazione e decidere.

    Tra le varie credenze e pregiudizi che man mano ci formiamo nella vita ci sono anche quelle riguardanti noi stessi  e la nostra autovalutazione. Questo è fondamentale perché ci permette di stabilire se siamo in grado o meno di fare qualcosa e di avere successo in una attività… se penso di saltare da un cornicione ad un altro di due palazzi vicini è importante che abbia una chiara e precisa valutazione sulle mie capacità di saltare.. se so di non avere una simile capacità di salto allora deciderò di non farlo e magari scenderò dal cornicione e entrerò nell’altro palazzo dalla porta d’ingresso!

    Il problema è quando le credenze su di noi non sono realistiche , cioè se ci sopravvalutiamo o se ci svalutiamo! Se io non credo nella possibilità di poter cambiare lavoro e trovarne uno che mi piaccia di più non mi metterò alla ricerca oppure non cercherò di migliorare le mie competenze magari facendo dei corsi…

    Difficoltà di modificare una credenza

    Ci sono due problemi legati alle credenze. Il primo è che sono difficili da modificare, infatti al nostro cervello in realtà non piace molto cambiare perché ciò richiede un forte dispendio di energia; quando un pensiero è automatico (inconscio) spende pochissima energia. L’altro problema collegato al primo è che istintivamente cerchiamo conferme alle nostre credenze e arriviamo a distorcere la realtà o comunque a leggerla a favore di queste credenze.

    Le credenze e le valutazioni su noi stessi che diventano nostre  sono quelle che vengono rinforzate e sottolineate e a cui viene data più attenzione a partire dall’infanzia: quindi spesso alla base della bassa autostima c’è stata ad esempio un’educazione dove sono stati molto sottolineati gli errori e le mancanze piuttosto che i pregi.

    Autostima come si forma quella sana

    Quindi come avrete capito l’autostima si forma con l’interiorizzazione dentro di noi, diventando inconsce, di queste credenze e a seconda che siamo più o meno positive avremo un’autostima più alta o più bassa.

    L’autostima sana consiste nel riconoscere in noi in modo ragionevole alcuni pregi e alcuni difetti, provando emozioni positive di comprensione e accettazione per questi. Quindi l’autostima malsana è fatta di giudizi rigidi su di noi sia in senso di svalutazione che di sopravvalutazione. La persona con una buona autostima sa chi è, ed ha quella sana fiducia in se stessa che gli permette di accettare di sbagliare senza paura; è disposta ad accettare i successi e gli insuccessi della vita e quindi non dipenderà eccessivamente dal giudizio degli altri. 

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    Bassa autostima psicologo Torino

    Bassa autostima psicologo Torino

    Introduzione

    Fare esperienza nella vita è importante. Imparare direttamente sulla nostra pelle è fondamentale. Il vero apprendimento passa attraverso l’esperienza diretta. Per aumentare una bassa autostima bisogna fare nuove esperienze che poco alla volta modificano il giudizio che abbiamo di noi stessi. In questo articolo voglio spiegarvi come la buona autostima si costruisce poco alla volta concedendosi di fare esperienze, provare, sbagliare, capire cosa dobbiamo modificare e ripetere.

    Autostima e esperienze

    Cosa si intende per autostima? Mi riferisco al livello di fiducia, apprezzamento, stima, soddisfazione che sentiamo per noi stessi. Una buona autostima non consiste nel sentirsi infallibili o onnipotenti, ma avere una realistica visione di se stessi fatta di pregi e difetti e avvertire una buona fiducia nella possibilità di raggiungere gli obbiettivi che abbiamo in mente. Questa fiducia non nasce in noi spontaneamente ma si costruisce nel tempo facendo esperienza diretta che siamo in grado di affrontare e risolvere le piccole e grandi difficoltà della vita.

    Fare o pensare?

    Quando facciamo qualcosa concretamente, non solo riflettendo o pensandoci, i ricordi si fissano in maniera più forte nella nostra memoria. Se poi la stessa esperienza o comportamento la ripetiamo più volte essa si fissa così in profondità nella nostra memoria inconscia da diventare automatica. La stima di noi stessi si basa proprio sul vedere concretamente che possiamo riuscire a fare ciò che abbiamo in mente, a realizzare i nostri obiettivi, partendo da cose semplici. Questo percorso inizia da bambini; i genitori devono quindi sostenere ed accompagnare i figli ma devono anche lasciarli liberi di fare esperienze e fare i propri errori! Ecco perché chiudere i figli in una campana di vetro è sbagliato!!

    Ovviamente anche pensare e riflettere è importante, soprattutto quando abbiamo cercato di fare qualcosa ma abbiamo commesso degli errori; è importante in questo caso prendersi del tempo per pensare ai motivi per cui abbiamo sbagliato e elaborare nuove strategie. Tuttavia a volte il pensare troppo diventa una difesa per non affrontare la paura di agire e di sbagliare! Ricordiamoci sempre che tutti commettiamo errori! E’ attraverso gli errori che si impara.

    Le esperienze emotive correttive

    Per capire meglio il concetto che oggi voglio passarvi provo a fare un esempio. Immaginiamo di voler giocare a tennis per la prima volta; non avendo mai preso lezioni da un maestro iniziamo ad impugnare la racchetta in un modo tecnicamente sbagliato. Così continueremo ad usare quell’impugnatura per molte volte, magari mesi o anni, facendola diventare per noi naturale, automatica. Prima o poi potremmo accorgerci dell’errore, magari perché ci duole il polso o perché qualcuno ci fa notare che con quell’impugnatura non ottimizziamo i colpi. Quindi a questo punto dovremo prima osservare e riflettere su come modificare questa abitudine sbagliata e poi ripetere tante e tante volte i nuovi movimenti fino a farli diventare un’abitudine. Questo fatto richiede tempo ed energie anche perché il nostro cervello è “abitudinario”, non gli piace cambiare perché il cambiamento richiede sforzo e energie.

    Questo principio vale per tutti gli aspetti della vita. Se ad esempio ho accumulato delusioni e fallimenti nella vita relazionale, mi aspetterò che anche il prossimo rapporto sarà una delusione! Anche in questo caso dovrò accorgermi di come io stesso contribuisca a questi fallimenti, mettendo in atto dei comportamenti di cui spesso non si è neanche coscienti. Potrei ad esempio accorgermi che scelgo sempre lo stesso tipo di partner, con gli stessi tipi di caratteristiche psicologiche e atteggiamenti! Avrò quindi tutta una serie di rapporti “fotocopia”, ripetendo sempre lo stesso copione; Sigmund Freud chiamava questo meccanismo inconscio “coazione a ripetere”.

    Quindi per prima cosa dovrò diventare consapevole dei miei “meccanismi” e automatismi mentali riflettendo, poi dovrò provare a sperimentare nuovi tipi di partner e comportamenti. A questo punto se tutto funziona inizierò ad accumulare nuove esperienze emotive e affettive più soddisfacenti. Queste nuove esperienze è come se “correggessero” le esperienze precedenti e vengono definite esperienze emotive correttive ( F. Alexander, 1946).

    Bassa autostima psicologo Torino: migliorarla richiede tempo.

    Bassa autostima psicologo Torino 2

    Ti apparirà ora chiaro perché crescere e cambiare è un processo lungo; bisogna infatti collezionare un numero significativo di nuove esperienze positive che rinforzino le nuove abitudini e si sostituiscano alle vecchie.

    Ecco perché quando stiamo cercando di migliorarci in qualcosa, di crescere, di cambiare dobbiamo avere pazienza con noi stessi; non basta una sola volta per cambiare un atteggiamento o un comportamento, ma dobbiamo ripetere più volte la stessa esperienza perché diventi inconscia e automatica.

    Concediamoci quindi la possibilità di sbagliare, perché sbagliare è normale ed è solo attraverso gli errori che possiamo imparare.

    Conclusioni

    Migliorare la stima comporta necessariamente cambiare qualcosa, nel modo in cui pensiamo a noi e nelle emozioni e sentimenti che proviamo prima di tutto verso noi stessi.

    Per farlo dobbiamo metterci in gioco, provare, sperimentare, fare errori, valutare cosa funziona e cosa no, e poco alla volta collezionare nuove esperienze che si sostituiscano a quelle vecchie. Tutto ciò richiede tempo e impegno ma la soddisfazione finale è impagabile!

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