Musicoterapia recettiva: come agisce sul benessere psicologico.

Nel mio lavoro di psicologo utilizzo spesso la musicoterapia recettiva sia in maniera individuale che gruppale poiché tramite essa è possibile aggirare le resistenze psicologiche (prettamente dovute alla razionalità ed al bisogno di controllo) e mettere in moto la creatività, alleata indispensabile per risolvere i piccoli o grandi conflitti che ognuno di noi ha. Infatti è difficile accedere a livelli più profondi della psiche che sfuggono alla consapevolezza cosciente; spesso ci difendiamo da parti di noi stessi che non vogliamo conoscere per paura o perché ci giudichiamo severamente. La musicoterapia recettiva ci può aiutare a superare le resistenze della razionalità e conoscerci meglio!

La musicoterapia essendo una tecnica prettamente non verbale riesce ad aggirare le barriere della razionalità e le nostre difese per farci accedere a ciò che è più profondo e autentico in noi; lo psicoanalista C.G. Jung definiva ciò le nostre parti “ombra”. Se in questa ricerca siamo condotti da un’ esperto di cui ci fidiamo perché riteniamo un bravo psicologo e compagno di viaggio, allora riusciremo a superare le nostre paure e a scoprire parti di noi anche apparentemente non belle (come egoismo, narcisismo ecc..) ma che possiamo trasformare in potenti alleati per fare del bene a noi e al mondo che ci circonda.

La Musicoterapia Recettiva

Nonostante esistano molti tipi e tecniche di musicoterapia è fondamentalmente possibile individuarne due tipologie: la musicoterapia attiva (che utilizza strumenti musicali che non richiedono una preparazione musicale specifica) e la musicoterapia recettiva, oggetto di questo articolo.

La musicoterapia recettiva consiste essenzialmente nell’ascolto di musica (pre-registrata o suonata in diretta dal conduttore) in forma individuale o gruppale. In questo caso la musica agisce su di noi in due modi: 1) oggettivamente: attraverso l’effetto che la musica ha sul corpo e il cervello; 2) soggettivamente: l’ascolto musicale produce immagini e vissuti emotivi diversi per ciascuno di noi.

Studi sugli effetti della musica recettiva

A partire dalla metà del 1900 sono stati sempre più studiati gli effetti dell’ascolto musicale sul cervello e sul corpo, grazie soprattutto allo sviluppo di tecnologie come la T.A.C. o la P.E.T. Questi studi coinvolgono quindi direttamente la musicoterapia recettiva. E’ stato così ampiamente dimostrato che la musica è in grado di produrre emozioni e stimolare funzioni del Sistema Nervoso Centrale. Alcuni ricercatori hanno cercato di capire se diversi tipi di musica inducessero lo stesso tipo di effetti sulle persone. Nel 2009 B.L. Copland e B. Don Franks pubblicarono uno studio sulla musicoterapia recettiva dove emerse una correlazione tra l’ascolto di musica lenta, di basso volume e facile ascolto con la diminuzione della frequenza cardiaca e la ridotta percezione dello sforzo durante un esercizio fisico; hanno inoltre rilevato una correlazione tra l’ascolto di musica ad alta intensità (volume) e ritmicamente veloce con l’aumento della frequenza cardiaca.
In un’altro studio del 2009 si è trovata una correlazione significativa (P=0.05) tra l’ascolto di estratti di musica classica caratterizzati da un crescendo di intensità, con l’aumento del ritmo respiratorio e cardiaco, quindi registrando un’attivazione del Sistema Nervoso Autonomo; si è inoltre osservato come l’ascolto di brani uniformi produca una vasodilatazione e riduzione della pressione sanguigna. In effetti ciascuno di noi quando ha voglia di rilassarsi sceglie di solito musiche lente, con note lunghe e con un volume medio basso. Mentre se vuole “caricarsi” in media sceglierà una musica incalzante e a volume più alto. La musicoterapia recettiva può essere quindi un valido strumento per ridurre l’ansia (https://www.musicaeterapia.it/2018/12/22/psicologo-torino-ansia-rimedi-parte-1/)

Effetti transculturali

Ma questi effetti valgono al di là della cultura di appartenenza? Alcuni ricercatori hanno cercato di rispondere a questa domanda. Nel 2009 è stato pubblicato uno studio su 41 soggetti, 21 appartenenti alla cultura Mafa (popolazione nativa africana) e 20 cittadini statunitensi. Lo studio ha dimostrato che nonostante le differenze culturali entrambi i gruppi riconoscevano ed attribuivano ai brani ascoltati (che appartenevano al genere della western music) le stesse tre emozioni base: felicità, tristezza, paura.

Effetto soggettivo dell’ascolto musicale

Ogni brano musicale suscita emozioni ed immagini che possono essere diverse per ciascuno di noi. Ciò è strettamente connesso alle nostre esperienze di vita e memorie inconsce. Immaginiamo ad esempio di ascoltare un brano musicale con diversi strumenti a percussione che di solito suscitano immagini di gruppo (come rituali o feste) associate a sensazioni di piacere e divertimento; se però la persona che ascolta ha difficoltà psicologiche e relazionali nello stare in gruppo (per diverse ragioni soggettive) potrà patire l’ascolto e verbalizzare immagini dove ad esempio il gruppo non compare. In questo caso quindi la musicoterapia recettiva può essere utilizzata dallo psicologo per aiutare il soggetto a scoprire le parti di se stesso rimosse dalla coscienza e quindi diventare consapevole delle proprie modalità relazionali, cercando così di integrarle con altre più funzionali.

Riassunto

La musicoterapia recettiva utilizza l’ascolto musicale come strumento di intervento sia individuale che gruppale. La ricerca ci dice che esistono dei parametri sonoro musicali che tendono a suscitare in media un vissuto simile nell’essere umano al di là della cultura di appartenenza. Esiste però una risposta individuale che dipende dalle esperienze e dalla storia del singolo individuo. Utilizzare la musicoterapia recettiva all’interno di un percorso psicologico può essere d’aiuto a conoscere meglio se stessi e il proprio modo di stare nelle relazioni potendo così intervenire per modificare gli aspetti disfunzionali.

Per un approfondimento sulla musicoterapia clicca qui: https://musicaeterapia.it/musicoterapia/

Bibliografia

Zatorre R.J., Belin P., Penhume V.B., 2002; Fritz T., Jentschke S., Gosselin N., Sammier D., Peretz L, Turner R., Friederici A.D., Koelsch S., 2009.

Copland B.L., B. Don Frank, 1991; Bernardi L., Porta C., Casucci G., Balsamo R., Bernardi N., Fogari R., Sleight P., 2009.

L. Bernardi, C. Porta, G. Casucci, R. Balsamo, N. Bernardi, R. Fogari, P. Sleight, 2009.

Fritz T.,  Jentschke S.,  Gosselin N.,  Sammier D., Peretz I.,  Turner R., Friederici A.D., Koelsch S., Universal Recognition of Three Basic Emotion in Music, Current Biology 19, April 14, 2009, (573-576);

Cattich N., Saglio G., L’oltre e l’altro. Arte come terapia, Priuli & Verlucca editori, Borgaro T.se (To), 2009;

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Musicoterapia Mindfulness Intelligenza Emotiva: seminario gratuito 7 maggio

Come psicologo sono sempre interessato a scoprire e sperimentare metodi e tecniche che possano favorore il benessere dei miei pazienti, soprattutto per ridurre lo stress e diffondere un modo di pensare e vivere sempre più orientato nel presente. Sono infatti sempre più convinto che se esiste un modo per sentirsi felici nella vita è quello di essere consapevoli delle proprie emozioni, saperle gestire e non fissarsi su di esse: insomma essere “nel flusso”, imparare a lasciar andare. Ma ciò é realmente possibile solo dopo aver sviluppato un adeguato livello di consapevolezza su di sé sulle proprie resistenze e dinamiche psicologiche che a volte inconsapevolmente mettiamo in atto auto-boicottandoci.

Seminario GRATUITO sul metodo M.M.I.E. (Mindfulness Musicoterapia Intelligenza Emotiva), 7 maggio dalle ore 21 alle 23.

Durante il seminario io e la dott.ssa Marina Annunziata (Psicologa esperta in Mindfulness e Intelligenza Emotiva) spiegheremo come l’integrazione tra le tre tecniche di Intelligenza emotiva, Musicoterapia e Mindfulness possa portare a concreti benefici nella riduzione dello stress, nel riconoscimento delle proprie e altrui emozioni, nella capacità di portare attenzione i n modo intenzionale, aperto e non giudicante al momento presente, sviluppando così una forma di intelligenza pratica che permette di prendere maggior consapevolezza delle proprie forze e risorse interne.

Sarà un seminario interattivo con un massimo di 12 iscritti, é necessario prenotare il proprio posto.

Dove: Studio Psicologico di Via Sostegno 4 Torino.

Quando: martedì 7 maggio dalle ore 21 alle 23.

Per iscriversi:
Dott. Michele Verrastro
tel: 3332176670
email: michele.verrastro@gmail.com

Dott.ssa Marina Annunziata
tel: 3347759253
email: mary.nereide@gmail.com

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Workshop esperienziale del 26 maggio: “Ritrova il benessere”

Workshop esperienziale del 26 Maggio: 🎯 RITROVA IL BENESSERE!😊Con il metodo m.m.i.e. (Mindfulness-Musicoterapia-Intelligenza Emotiva)

Workshop esperienziale rivolto a tutti!..

Il 26 maggio 2019 io e la dott. ssa Marina Annunziata ( esperta in Mindufulness Based Therapy e Tecniche di Intelligenza Emotiva) condurremo un workshop esperienziale (8 ore) per chiunque voglia ritrovare un maggior benessere psicofisico.

Sarà rivolto ad un piccolo gruppo di max 16 persone proprio per assicurare attenzione e ascolto di qualità per tutti.Quindi se siete interessati affrettatevi a prenotare il vostro posto!!

COSTO: 70 € per soci AIRONE BIO APS – 80€ esterni.DOVE: La Casa delle Caramelle, via Cardinal Massaia 4, Piova’ Massaia (Asti).

INFO e PRENOTAZIONI
Annunziata Marina 334/7759253 mary.nereide@gmail.com
Michele Verrastro 333/2176670 michele.verrastro@gmail.com


Per approfondire:
👉Che cos’ è la musicoterapia? Leggi qui per approfondire:
https://musicaeterapia.it/musicoterapia/

👉Che cos’ è la mindfulness? Leggi qui per approfondire:
https://musicaeterapia.it/2019/02/04/che-cose-la-mindfulness/


👉Che cos’ è l’intelligenza emotiva? Leggi qui per approfondire:
https://musicaeterapia.it/2019/02/04/che-cose-lintelligenza-emotiva/

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Musicoterapia per il benessere: la rabbia.

Questo brano è ormai entrato nella storia della musica rock; trasmette attivazione ed energia. Lo uso di frequente nel mio lavoro di musicoterapeuta a Torino , sia negli interventi individuali che gruppali. A molti richiama l’idea della libe

rtà e come emozione a molti suscita rabbia: si tratta però di una rabbia costruttiva e non distruttiva, creatrice e capace di facilitare il cambiamento. Infatti anche l’ascolto musicale può essere uno strumento molto utile per imparare a gestire le emozioni e in questo caso specifico per gestire la rabbia, prendendo consapevolezza di come essa possa essere un’energia creatrice se bene utilizzata, poiché ci permette di introdurre cambiamenti e novità nella nostra vita.

Guarda i miei video sul mio canale youtube:

Michele Verrastro Psicoterapeuta Musicoterapeuta

Musicoterapia per il benessere: “Church on time” (B. Harper)

Church on time (Ben Harper)

Trasmette una sensazione di liberazione, carica emotiva ed aiuta a ridurre le tensioni, può aiutare a gestire l’ansia e gestire il controllo.

Ascoltare brani di questo tipo può aiutare a ridurre le condizioni di stress e ansia che possono sfociare nell’ attacco di panico.
Per chi si occupa di musicoterapia può essere utile per favorire il lavoro in gruppo, poiché la coralità del brano incoraggia la collaborazione e la condivisione.

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Gruppo di Musicoterapia

albero musicale

Ciao a tutti!

avete mai pensato a come può essere partecipare ad un laboratorio di Musicoterapia a Torino? Siete mai stati curiosi di provarne uno?

A Gennaio partirà un gruppo di musicoterapia attiva da me condotto per affrontare tematiche come ansia e autostima. Cosa intendo per musicoterapia attiva?

La Musicoterapia attiva utilizza strumenti musicali che non richiedono una preparazione musicale per essere suonati, come metallofoni, xilofoni, sonagli, percussioni varie etc.. sono tutti strumenti che possono essere suonati in maniera istintiva e spontanea, senza seguire spartiti o indicazioni precise nell’esecuzione, ma favorendo la libera esplorazione musicale, la creatività e  la spontaneità del momento. Infatti ogni situazione e ogni gruppo è diverso, poiché è fatto da persone e soggettività diverse che esprimono emozioni diverse. Infondo pensiamo per un attimo  noi stessi…ci sentiamo uguali ogni giorno?

Siamo in continuo cambiamento!! Ma nella società in cui viviamo la nostra libera espressione, nel rispetto certo dell’Altro, non sempre è consentita o agevolata. Siamo spesso costretti a recitare un copione che non sempre sentiamo nostro e autentico.

Ma la Musicoterapia, come le diverse Terapie Espressive ( arteterapia, teatroterapia, danzaterapia ecc..) aiuta a rimettere in moto la creatività, a guardarci allo specchio offerto dall’Altro nella relazione e così a conoscere meglio noi stessi, nei punti di forza e nei punti di fragilità, aspetti che ci rendono unici ed irripetibili.

E’ proprio conoscendo ed accettando la nostra soggettività che possiamo realmente imparare ad utilizzarla al meglio, cercando nuove strade e possibilità nella vita.  Sperimentare tutto questo in gruppo ha un effetto molto potente! Il gruppo diventa un modo per condividere le nostre emozioni ed imparare a riconoscerle e gestirle al meglio.

Insomma se siete curiosi di provare tutto ciò, scrivetemi o chiamatemi per avere ulteriori informazioni.

Che cos’è la musicoterapia: https://www.musicaeterapia.it/musicoterapia/

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Musicoterapia in gravidanza

Musicoterapia in gravidanza

 
 

Introduzione

L’utilizzo della Musicoterapia in gravidanza è ormai ampiamente diffusa e la sua efficacia è ampiamente documentata. Il fatto che il feto sia in grado di percepire all’interno del grembo materno stimoli acustici provenienti dall’ambiente interno ed esterno alla madre è una conoscenza molto antica.

Questo fatto è ormai confermato dalla ricerca scientifica ( G.Manarolo, N. Borghesi, 1998).

Musicoterapia e gravidanza: primi studi.

I primi studi sulle relazioni tra stimoli sonori ed attività del feto risalgono agli inizi del 1900 (Porzionato, 1980). Nel 1924 uno studioso tedesco, A. Peiper, riuscì a produrre delle risposte motorie in un feto di quaranta settimane stimolandolo con dei suoni.

L’arrivo di tecniche di indagine e di osservazione più evolute come le ecografie fetali hanno permesso un significativo avanzamento in questo campo di studi. Infatti è ora possibile studiare la vita fetale, il suo sviluppo, le attività motorie e la percezione uditiva/sonora nella vita intrauterina.

Il feto percepisce i suoni

Le analisi sui movimenti fetali hanno concluso che stimoli ambientali materni (battito cardiaco, flusso del sangue, voce materna, rumori dell’apparato digerente) ed extramaterni possono indurre nel feto movimenti reattivi e modificazioni importanti nel ritmo e nel battito cardiaco (G.Manarolo, N. Borghesi, 1998). Dal quinto mese di gravidanza il bambino riesce a sentire suoni che si diffondono nel corpo della madre.

Musicoterapia in gravidanza

Queste considerazioni fanno emergere chiaramente la possibile relazione tra musicoterapia e fetologia.

La Musicoterapia in gravidanza utilizza una serie di attività che sono finalizzate a stimolare il piccolo e favorire la comunicazione tra madre e bambino. Infatti come si è detto la musica è il canale privilegiato per questa comunicazione durante l’attesa.

Infatti le attività sonoro-musicali permettono di preparare una relazione affettiva equilibrata e serena e di stimolare lo sviluppo strutturale e funzionale del sistema nervoso del feto. E’ stato dimostrato che suoni interni all’ambiente uterino stimolano l’accrescimento delle vie sensoriali acustiche e del sistema nervoso (Auditore, 1998).

Musicoterapia in gravidanza: un aiuto anche per le mamme.

Le attività musico-terapeutiche aiutano però anche la madre. In particolare il canto aiuta la gestante a migliorare il respiro ed a farle scoprire il piacere di cantare per il bebè. Inoltre il canto svolge una funzione auto-analgesica, poiché stimola la produzione di endorfine che attenuano la percezione del dolore (Benassi, 1998).

L’utilizzo della voce, nelle diverse gamme espressive attraverso il canto, permette di insegnare alla madre ad utilizzare la voce per trasmettere stati affettivi complessi e regolarizzare il ritmo respiratorio. L’apprendimento e la creazione di ninna nanne e filastrocche da cantare al bambino fa sì che il padre e la madre siano aiutati a scoprire un proprio mondo sonoro da comunicare al bambino (Auditore, 1998).

I genitori e l’ansia prima del parto

L’utilizzo più recettivo della musica, attraverso l’ascolto, rilassa e distende la coppia di genitori riducendo l’ansia e, attraverso l’immaginazione guidata, aiuta a creare immagini positive e piacevoli. Queste immagini, stimolate da musiche lente e dolci, verranno richiamate alla mente durante le fasi del travaglio ed aiuteranno la partoriente tra una contrazione e l’altra a distrarsi e recuperare le forze, agevolando il riposo prima di una nuova spinta.

Il travaglio

Alcuni studi hanno evidenziato una significativa riduzione dei tempi del travaglio e della richiesta di analgesici in seguito all’ utilizzo della musica in sala parto e all’ uso della Musicoterapia in gravidanza (Allison, 1995).

Per approfondire il concetto di musicoterapia clicca qui: https://musicaeterapia.it/musicoterapia/

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